Come depositare il bilancio al RUNTS
Sei un ente del Terzo Settore iscritto al RUNTS? Allora sai già che il deposito del rendiconto non è un'opzione: è un obbligo. E sai anche che farlo nel modo sbagliato — o non farlo per tempo — può portare a conseguenze serie, fino alla cancellazione dal Registro.
Ma c'è una buona notizia: la procedura, se la conosci, è molto più semplice di quanto sembri. In questo articolo ti guidiamo passo dopo passo, con tutte le indicazioni operative che ti servono per farlo in autonomia.
Prima cosa: quando scade il deposito?
Gli enti iscritti al RUNTS hanno 180 giorni dalla chiusura dell'esercizio per depositare il rendiconto. In pratica:
- Se l'anno si chiude il 31 dicembre, hai tempo fino al 30 giugno successivo
- Se l'anno si chiude il 31 agosto, hai tempo fino al 27 febbraio successivo.
Segnala subito questa data in calendario: perdere questa scadenza non è un problema recuperabile senza conseguenze. Il RUNTS può avviare una procedura di diffida, e se non si rimedia in tempo, il rischio è la cancellazione dal Registro. Perdere la qualifica di ETS significa perdere automaticamente tutti i benefici fiscali e le agevolazioni riservate al Terzo Settore.
La procedura passo dopo passo
1. Accedi al portale RUNTS
Vai su servizi.lavoro.gov.it/runts e accedi con lo SPID del legale rappresentante o di un soggetto delegato.
2. Scegli "Deposito del bilancio"
Una volta dentro, trova la sezione "Richiedi" e seleziona l'opzione "Deposito del bilancio". Prima di caricare qualsiasi documento, ti verrà chiesto di indicare: l'anno di riferimento del bilancio e il totale delle entrate.
3. Prepara il file in formato PDF/A
Il rendiconto va caricato in formato PDF/A — non un normale PDF. Se il tuo documento è in PDF standard, puoi convertirlo gratuitamente online cercando "converti da PDF in PDF/A" su qualsiasi motore di ricerca.
Cosa non serve più allegare: la normativa si è semplificata. Non devi più caricare il verbale di approvazione del rendiconto, le convocazioni o l'elenco dei soci presenti. Basta il rendiconto in PDF/A.
4. Scarica e firma la distinta
Una volta caricato il file, il portale genera automaticamente una distinta. Devi scaricarla, firmarla digitalmente in formato P7M Cades e ricaricarla sul portale.
5. Invia l'istanza
Dopo aver caricato la distinta firmata, puoi inviare telematicamente l'istanza. La pratica è completata.
Perché molti enti si bloccano (e come non farlo)
Il punto dove più spesso si inceppa la procedura è la firma digitale in formato P7M Cades. Se non hai ancora un dispositivo di firma digitale o non sei sicuro di come usarlo, questo è il momento giusto per organizzarti — non aspettare l'ultima settimana prima della scadenza.
L'altro punto critico è la conversione in PDF/A: assicurati di farlo prima di iniziare la procedura sul portale, così non ti trovi a dover interrompere tutto a metà.
Un contesto che conta: oltre 147.000 enti iscritti al RUNTS
Per capire quanto sia rilevante questo adempimento, basta guardare i numeri. Al maggio 2025, gli enti di Terzo Settore iscritti al RUNTS avevano già superato quota 147.000, con una crescita di circa 1.000 nuovi ETS al mese. Quasi la metà sono APS, seguite da ODV, imprese sociali e la categoria degli "altri ETS" in forte espansione.
Tutti questi enti hanno un obbligo in comune: depositare il rendiconto nei tempi previsti. È uno degli adempimenti fondamentali che accompagna la qualifica di ETS, insieme alla trasparenza dei bilanci, alla governance e alla tenuta dei libri sociali.
Gestire tutto da soli? Si può, ma serve formazione
La procedura di deposito è accessibile anche agli enti che scelgono di gestire la propria amministrazione in autonomia. Ma "accessibile" non significa "senza competenze". Conoscere le scadenze, saper usare la firma digitale, capire quando un atto è valido e quando no: sono tutte competenze che richiedono aggiornamento continuo.
Accademia Associazioni — il progetto formativo di Studio Ceriani — è pensata proprio per questo: offrire a chi gestisce un ente non profit la formazione pratica, aggiornata e accessibile per muoversi con sicurezza tra normativa, adempimenti e strumenti digitali. Newsletter periodiche, webinar, incontri mensili su Zoom, approfondimenti on demand: tutto quello che serve per non essere mai colti impreparati.
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