Associazioni e messaggi pubblicitari

23.04.2023

Una delle domande presenti nel Modello EAS, che molti di voi ben conoscono, è se l'ente si avvale di messaggi pubblicitari per far conoscere i servizi erogati.

Effettuare pubblicità non è, di per sé, vietato agli enti non profit, ma occorre prestare molta attenzione a cosa e come viene pubblicizzato, dato che lo scopo dei sodalizi è quello di realizzare attività quali quelle sociali, culturali o sportive che non devono però essere in concorrenza con chi svolge attività analoghe in forma di impresa o attività professionale. Risulta quindi pienamente legittimo far conoscere al pubblico l'esistenza della propria associazione ed evidenziare le attività che vengono svolte, al fine di incrementare il numero dei soci e/o dei tesserati che prenderanno parte alle proprie iniziative realizzate nel rispetto dello statuto.

Questione ben diversa invece è pubblicizzare, tramite qualunque canale, i servizi proposti dall'ente come se si trattasse di pubblicità commerciale al fine di attirare nuovi "clienti" che verrebbero tesserati solo come escamotage per poter applicare la decommercializzazione del corrispettivo versato.

Attenzione inoltre alla "pratica tipicamente commerciale di sconti, riduzioni e abbuoni" come la definisce l'Agenzia delle Entrate in numerose verifiche quando scopre i c.d. "sconti famiglia" oppure riduzioni di prezzo riservate a specifiche situazioni che nulla hanno a che fare con i reali costi sostenuti, ma rappresentano solo una strategia di marketing.