Raccolte Fondi ETS - Disciplina fiscale 2026

10.03.2026

Cosa si intende per raccolta fondi?

L'Agenzia delle Entrate indica che per raccolta fondi si intende il complesso delle attività e iniziative poste in essere da un ente del Terzo settore al fine di finanziare le proprie attività di interesse generale, anche attraverso la richiesta a terzi di lasciti, donazioni e contributi di natura non corrispettiva.

Si possono realizzare attività di raccolta fondi anche in forma organizzata e continuativa, mediante sollecitazione al pubblico o attraverso la cessione o erogazione di beni o servizi di modico valore, nel rispetto dei principi di verità, trasparenza e correttezza verso i sostenitori e il pubblico. Si veda sul tema le linee guida pubblicate dal Ministero al seguente link https://www.lavoro.gov.it/notizie/Documents/Linee-guida-raccolta-fondi-ETS.pdf.

Questa definizione indica che le raccolte fondi sono la richiesta a terzi o a soci di un contributo volto a sostenere una determinata iniziativa o progetto. La raccolta fondi può prevedere che la persona o l'azienda che sostiene la raccolta fondi riceva in cambio un bene di modico valore in cambio del sostegno economico (ad esempio un piccolo gadget, una piantina o altri beni), ma non è necessario che il sostegno alla raccolta fondi preveda l'erogazione di beni o servizi, può tranquillamente trattarsi di soldi che l'ente riceve a sostegno dell'iniziativa per la quale viene organizzata la raccolta fondi senza che via sia alcuna prestazione da parte dell'ETS.

Quali sono le tipologie di raccolte fondi previste dal Codice? Sono due tipologie differenti, ma hanno un trattamento fiscale diverso tra loro

  • Raccolte fondi occasionali
  • Raccolte fondi abituali

Trattamento fiscale delle raccolte fondi effettuate da ETS non commerciali

Rientrano nella raccolta fondi sia gli eventi occasionali, sia attività a carattere continuativo o abituale, anche se hanno un trattamento fiscale differente come accennato poco sopra:

  1. le raccolte fondi abituali sono imponibili fiscalmente a decorrere dal 1 gennaio 2026 con l'entrata in vigore dei nuovi regimi fiscali, anche se la raccolta viene realizzata da un ETS non commerciale;
  2. i fondi pervenuti da raccolte pubbliche svolte occasionalmente dagli ETS non commerciali restano invece non imponibili ai fini IRES (art. 79, comma 4, lett. a) D.lgs. 117/2017) ed esclusi da IVA (art.89, comma 18, D.lgs. 117/2017).

Affinché le raccolte fondi siano esenti da ogni imposta devono rispettare i seguenti requisiti:

  • deve trattarsi di iniziative occasionali nell'ambito della raccolta fondi;
  • la raccolta dei fondi deve avvenire in concomitanza di celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione;
  • i beni ceduti per la raccolta dei fondi devono essere di modico valore.

Eccezione introdotta dalla Circolare n. 1/2026: L'Agenzia ha previsto una deroga laddove le raccolte fondi siano continuative, ma non prevedano la vendita o la cessione di beni o servizi (es. sollecitazione donazioni, lasciti testamentari, ecc.) e, dunque, non vi sia alcuna controprestazione o rapporto sinallagmatico, esse devono considerarsi non commerciali, indipendentemente dalla frequenza (quindi dall'occasionalità o meno) e dalle modalità (anche se non in concomitanza con celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione) con cui sono realizzate.

Al contrario se l'ETS svolge la raccolta fondi mediante cessione di beni o prestazioni di servizi a fronte di corrispettivi, in via continuativa, senza rispettare i presupposti sopra elencati, tale attività acquisirà carattere commerciale secondo i criteri previsti dal TUIR.

Raccolte fondi effettuate da ETS commerciali

Nel caso in cui l'ETS assuma la qualifica di ente commerciale, le stesse entrate da raccolte fondi sono assoggettate a tassazione quali redditi d'impresa. Non possono applicare alcuna agevolazione in merito

Precisazioni in merito alle raccolte fondi occasionali – Circolare n. 59/E/2007

Restano ancora valide le indicazioni fornite con la circolare n. 59/E del 31 ottobre 2007 (par. 6) volte a evidenziare ≪la necessità di sorvegliare le modalità di raccolta nonché di assicurare la destinazione dei fondi al progetto o alle attività per i quali è stata posta in essere la raccolta e di contenere - richiedendo l'occasionalità dell'iniziativa - l'apparato organizzativo e i conseguenti costi amministrativi e di gestione≫.

La citata circolare ha altresì chiarito che: ≪Occorre, pertanto, individuare e quantificare un rapporto tra i fondi raccolti e la loro destinazione, prevedendo che i costi totali, sia amministrativi sia per l'attività di raccolta fondi, debbano essere contenuti entro limiti ragionevoli e tali da assicurare che, dedotti tali costi, residui, comunque, una certa quota di fondi da destinare ai progetti e alle attività per cui la stessa campagna è stata attivata. A tale proposito, si ritiene che i fondi raccolti debbano essere destinati per la maggior parte del loro ammontare a finanziare i progetti e l'attività per cui la raccolta fondi è stata attivata. Per agevolare l'attività di accertamento da parte degli organi preposti alla vigilanza sulla raccolta fondi, le organizzazioni interessate avranno cura di specificare nella relazione illustrativa che accompagna il rendiconto l'importo dei fondi raccolti risultante dalla documentazione attestante i singoli versamenti, nonché le somme effettivamente destinate alle attività e ai progetti, dettagliatamente descritti, per i quali la raccolta fondi è stata attivata.

Rendicontazione delle raccolte fondi

Gli ETS con entrate annuali inferiori a 300.000 Euro devono riportare gli importi ottenuti e le spese sostenute con le attività di raccolta fondi occasionali svolte nel corso dell'anno nella macro voce C) al numero 2) del rendiconto per cassa, le raccolte fondi continuative invece devono essere indicate nella macro voce C) al numero 1).

Inoltre per ciascuno degli eventi di raccolta fondi occasionale realizzato, dovrà essere redatto un rendiconto delle entrate e delle spese ed un'apposita relazione illustrativa, utilizzando lo schema allegato alle Linee guida ministeriali di cui al link precedente.

I fondi raccolti dovranno essere destinati per la maggior parte a finanziare il progetto per cui è stato realizzato l'evento o comunque a sostegno delle attività di interesse generale previste nello statuto. Nella relazione illustrativa andranno forniti dettagli rispetto alle macro voci del rendiconto, specificando ad esempio gli importi delle elargizioni in denaro ricevute, le categorie di spese sostenute e così via. Trattandosi di iniziative strumentali rispetto alla realizzazione delle attività statutarie, le spese per l'organizzazione di ogni evento non potranno essere superiori o prossime ai ricavi della raccolta, salvo imprevisti che abbiano compromesso la buona riuscita dell'iniziativa (specificandone i motivi nella relazione illustrativa).

Deposito della rendicontazione al RUNTS

Il rendiconto di ciascuno degli eventi di raccolta fondi occasionale svolto dagli ETS deve essere depositato al RUNTS, insieme al rendiconto consuntivo, ogni anno entro 180 giorni dalla chiusura dell'esercizio.

Il mancato o incompleto deposito del bilancio consuntivo e del rendiconto di ciascun evento di raccolta fondi comporta una diffida ad adempiere da parte dell'Ufficio RUNTS e, ove non si ottemperi, la cancellazione dal Registro.

Tale deposito, infatti, è richiesto anche per verificare l'effettivo perseguimento delle finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale: uno dei requisiti necessari per rimanere iscritti nel RUNTS